Giovedì, 30 Giugno, 2011

Asta record per il giubbotto ‘Thriller’ di Michael Jackson.

giubbotto michael jackson

Il re del Pop e’ morto da circa 2 anni.  Ma Michael Jackson ovviamente non e’ stato ancora dimenticato, considerando anche la recente vendita del giubbotto da lui utilizzato nel video “Thriller”.

Il giubbotto in pelle e’ stato infatti venduto in una recente asta per la bellezza di 1,8 milioni di dollari.

La previsione di vendita era tra i 200.000 e i 400.000 dollari. Invece il Sig. Milton Verret, un commerciante statunitense, ha pensato bene di aggiudicarsi l’asta per questa cifra da capogiro.

Ma cosa ne sara’ del preziossimo giubbotto? Sembra che questo non restera’ chiuso nell’armadio del Sig. Verret.
A suo dire infatti, il capo andra’ in giro per il mondo per raccogliere fondi da destinare ad una associazione benefica che si occupa di bambini.

Per i comuni mortali che volessero qualcosa di simile, la rete offre delle buone riproduzioni del giubbotto “Thriller”. Ma fortunatamente per qualche dollaro in meno; si parte infatti da appena 99 dollari.

Mercoledì, 18 Maggio, 2011

Vanson Leathers, no compromises.

Vanson Cobra Mark 2 Stars

Vanson Leathers e’ negli USA una tra le piu’ grandi aziende produttrici di giubbotti da moto. Riscuote grande successo tra gli appassionati del genere in tutto il mondo.

Nel 1975, Michael van der Sleesen, comincio’ la sua attivita’ nel suo piccolo appartamento di Boston. Non era sicuramente un buon periodo per fare business in questo settore, grandi marchi erano infatti scomparsi. Vanson Associates (il primo nome dell’azienda statunitense) non fece eccezione e nel 1982 ando’ in bancarotta.
Nel 1984 rinacque con il nome di Vanson Leathers. Da allora vi fu una crescita che continua ancora oggi. Tantissimi prodotti in catalogo, che racchiude giubbotti in pelle bovina e pelle di cavallo, tute da moto, giubbotti casual, pantaloni e vari accessori.

Il giubbotto di cui vi parleremo e’ il Cobra Mark 2 Star. La pelle, bovino, arriva probabilmente da un altro pianeta. Assolutamente “Top Quality”. Due grandi stelle rosse entrambe con bordi bianche si trovano sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Enorme scritta Vanson obliqua di colore giallo e una patch per manica.

Il capo ha la parte anteriore traforata, questo permette il passaggio d’aria grazie ad un sistema di ventilazione controllata da zip. Perfetto per cui anche per la stagione estiva.
Soluzioni tecniche di rilievo tra cui, oltre alla ventilazione controllata, vita regolabile, possibilita’ di inserire diverse protezioni in plastica, maniche rinforzate.

Il Vanson e’ sicuramente un simbolo, il Cobra Mark 2 Stars e’ l’emblema di questa filosofia. Qualitativamente superbo, bello e appariscente, sicuramente non rischierete di passare inosservati.

Vanson Cobra Mark 2 Stars
Vanson Leathers, Boston, Massachussetts
Ventilazione Vanson Cobra Mark 2 Stars
Sistema di aerazione controllata

Vanson Mark 2 Stars
Vita regolabile

Vanson Mark 2 Stars
Maniche rinforzate

Venerdì, 29 Aprile, 2011

I-S-674-M-S, intramontabile mito Schott

Schott I-S-674-MS

La sigla I-S-674-M-S ha fatto storia e ha contribuito in maniera decisiva a consolidare il marchio Schott. Sotto questa sigla furono prodotti diversi modelli, piu’ o meno simili tra di loro.
Parliamo esplicitamente di sigla in quanto I-S-674-M-S non identifica un solo modello ma la sigla di un’etichetta che fu applicata su vari giubbotti Schott dai primi anni ‘60 circa fino al 1986.
Sicuramente una delle piu’ importanti serie di giubbotti mai uscite dalla fabbrica Schott. Il capo venive assemblato con pelle di bovino Steerhide, molto spessa, ultra resistente e non troppo morbida.

Piccola curiosita’ che riguarda le lettere: sono le iniziali del fondatore del celebre marchio, Irving Schott (I-S) e di suo figlio, Melvin Schott (M-S)

Una leggenda metropolitana da sfatare e’ che questi giubbotti venivano forniti agli aviatori statunitensi. Questo capo infatti non venne mai utilizzato da membri dell’aviazione e non ha nessun tipo di specifica militare. Il giubbotto e’ contraddistinto dalla parte posteriore costituta da due pezzi, superiore e inferiore. Diciamo che puo’ essere considerato un misto tra G-1 ed A-2.

E’ stato un giubbotto molto venduto negli Stati Uniti. Ne sono stati prodotti diversi modelli, con pelliccia sintetica bianca all’interno e colletto marrone scuro, anch’esso sintentico. E’ stato prodotto anche senza pelliccia ma con una trapunta leggermente imbottita interna e colletto in pelle. I primi modelli hanno i bottoni non marchiati al contrario di quelli piu’ recenti che sono marchiati Schott. Alcuni modelli hanno anche l’etichetta Schott a vista, proprio sopra la tasca sinistra.

La sigla 674 fu utilizzata per l’ultima volta nel 1986 quando la richiesta comincio’ a diminuire sensibilmente. Il capo venne per cui sostituito dal 184sm, tutt’ora in produzione.

Una variante fu l’I-S-174-M-S che veniva assemblato in pelle Naked Cowhide anziche’ Steerhide.

Sicuramente uno dei giubbotti in pelle piu’ ricercati dagli amanti del genere Vintage.

Lunedì, 4 Aprile, 2011

Le taglie statunitensi, queste sconosciute…

taglie statunitensi

Scegliere la giusta taglia per un capo prodotto negli Stati Uniti e’ una cosa piuttosto semplice. Purtroppo alcuni dei distributori italiani di famosi marchi, negli anni passati, non hanno aiutato a fare chiarezza. Si trovavano in giro taglie enormi, e oggi tante persone  si lamentano di avere scelto la taglia sbagliata.

Tra i vari fattori da considerare nella scelta della giusta taglia vi e’ l’azienda produttrice e il modello che si vuole acquistare. Capita molto spesso infatti che per due diversi modelli prodotti dalla stessa azienda, la stessa persona debba scegliere due taglie differenti. In effetti il ragionamento appare un po’ contorto, mi spiego con un semplice esempio: se la vostra taglia per lo Schott 184sm e’ una 40 statunitense, probabilmente per lo Schott Perfecto andra’ bene una 38.
Un altro fattore è il gusto personale, più o meno aderente per esempio, o più o meno lungo.
Una regola (che come tale può fare eccezione) è quella di sottrarre 10 alla taglia italiana. Ovvero, se la vostra taglia è una 50 italiana, la 40 sarà la corrispondente statunitense.

Ma cosa vorranno mai dire questi numeri “americani”? 38, 40, 44, 50 etc.?
La parola magica è “chest” cioè “torace”. Questi numeri non sono altro che la misura della circonferenza toracica espressa in pollici. Per cui visto che 1 cm corrisponde 0.39 pollici, se la vostra circonferenza toracica e’ di 107 cm, la corrispondente misura statunitense sarà una 42 (107*0.39=42).
Viceversa una 38 corrisponde ad un torace di 96.5, una 40 ad un torace di 101.6 etc. etc.
Su internet si trovano diversi convertitori automatici che possono aiutare in questa operazione.

Bisogna sempre e comunque considerare tanti altri fattori, tra cui il modello e l’azienda produttrice, alcuni dettagli sulla corporatura tra cui: altezza, peso, circonferenza toracica e punto dolente per tanti di noi, il girovita…

Giovedì, 10 Febbraio, 2011

Spot Cockpit G-1 Vintage Goatskin

cockpit g-1

FarFromHollywood (www.farfromhollywood.dk) e’ una casa produttrice che
opera in Danimarca. Si occupano prevalentemente di pubblicita’ (Expert,
Blockbuster, Fitness World, Nestle’…). e la maggior parte dei loro spot
hanno uno spiccato senso dell’umorismo.

Abbiamo con loro iniziato una collaborazione inviando alcuni dei nostri
capi in pelle. Uno di questi e’ servito a girare un divertente (anche se
incomprensibile perche’ in Danese) spot di salumi che fa il verso al film
Top Gun.
Di certo, galeotta fu una fetta di prosciutto che fece innamorare
il pilota protagonista della bella inserviente. Speriamo di conoscere i
dialoghi al piu’ presto.
Il giubbotto utilizzato e’ un Cockpit G-1 Vintage Goatskin

P.S. Se qualcuno conoscesse il danese ci dia una mano a tradurre…”tak” :)

Mercoledì, 26 Gennaio, 2011

Leather Care, consigli per la cura del vostro giubbotto in pelle

cura dei giubbotti in pelle

I giubbotti in pelle, o meglio, i giubbotti in buona pelle, sono generalmente molto costosi. Questo e’ gia’ un buon incentivo per prendervi cura del vostro acquisto.
Ecco alcuni accorgimenti che possono rendere piu’ longevo il vostro capo in pelle:

- Rimuovere sempre eventuali buste in plastica che non permettono di far passare l’aria e che potrebbero rendere secca la pelle.
- Appenderli sempre in grucce molto grandi e possibilmente imbottite.
- Se eventualmente il vostro giubbotto si dovesse bagnare fatelo asciugare naturalmente ed evitate di esporli a fonti di calore.
- Evitare ambienti molto umidi e secchi, nonché la luce solare diretta.
- Non usare cere, prodotti in silicone o simili che impediscono all’indumento di “respirare“.

A breve parleremo nel dettaglio di alcuni di questi e di altri consigli sul mantenimento del vostro giubbotto in pelle. Stay Tuned!

Martedì, 18 Gennaio, 2011

Schott 218w, il Perfecto al femminile.

schott 218w

Un altro post che parla del Perfecto? Si, non ci stancheremo mai di farlo. Questa volta pero’ vi parliamo di un modello tutt’altro che classico, un nuovo arrivo della collezione Schott. Il Women’s Perfecto 218w.

Assemblato in pelle Lambskin, il giubbotto 218w e’ un capo da donna molto lontano dei canoni standard del classico Perfecto. La pelle Lambskin (credo per la prima volta su un Perfecto), lo rende piu’ leggero e confortevole. E’ inoltre piu’ delicata per cui merita di essere trattata con piu’ riguardo. Questo non impedisce comunque di potere utilizzare il giubbotto in moto, a meno che la motociclista che lo indossi non voglia stendersi sull’asfalto per un cambio d’olio.

La vestibilita’ e’ un’altra peculiarita’ di questo giubbotto, veste infatti particolarmente stretto e corto per adattarsi perfettamente ad un fisico femminile. Per il resto il capo conserva le caratteristiche del fratello maggiore tra cui, cintura alla vita, tutte le tasche (il piccolo taschino anteriore e’ pero’ finto) spalline etc. Nelle spalline e’ applicata, come nel modello 617, la “one star”.

Il celebre sito di moda Elle.com lo reputa tra i 5 capi piu’ chic del momento.

E non possiamo che confermare…

giubbotto 218w perfecto 218w 218w

Sabato, 25 Dicembre, 2010

PistolPocket vi augura delle buone feste.

happy-holidays1.jpg

A tutti i nostri lettori,  i sempre piu’ numerosi clienti di FlightVintage.com e gli appassionati di giubbotti in pelle, PistolPocket augura un sereno Natale ed uno strepitoso 2011. Il nostro impegno per il prossimo anno e’ quello di poter condividere con tutti voi articoli e curiosita’ sempre piu’ interessanti.
Un sincero e affettuoso grazie.

Domenica, 5 Dicembre, 2010

Barack Obama e il suo A-2 Air Force Jacket

 Barack Obama afghanistan

Recentemente il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e’ stato in visita lampo (e a  sorpresa) in Afghanistan. Il Presidente e’ rimasto circa 4 ore nella base di Bagram dove ha incontrato i 3900 soldati statunitensi che ha ringraziato a nome di tutti gli americani per il lavoro fino adesso svolto.

Il capo della Casa Bianca indossava un giubbotto A-2 Air Force Issued, prodotto da Cockpit USA, fornitore ufficiale dell’Aeronautica Militare Statunitense (United States Air Force).
Flightvintage.com, rivenditore autorizzato Cockpit USA potra’ a breve presentarvi la nuova e vasta collezione di giubbotti A-2.

Barack Obama Giubbotto Barack Obama Obama in Afghanistan
Barack Obama parla alle truppe statunitensi in Afghanistan (foto IsafMedia)

Lunedì, 29 Novembre, 2010

FlightVintage Women’s Collection

 Giubbotti pelle donna

Possiamo finalmente presentarvi la nuova collezione di giubbotti in pelle dedicata esclusivamente alla donna. Sono attualmente disponibili tre modelli ma a breve se ne aggiungeranno altri.
Il primo giubbotto di cui vogliamo parlarvi e’ il nuovissimo Schott Perfecto 218w. Uno splendido Schott in morbidissima pelle di agnello che riproduce fedelmente il “fratello maggiore” Perfecto 618 ma con linee che piu’ si adattano ad un fisico femminile.
Un altro modello immediatamente disponibile e’ il Cockpit G-1 versione donna per l’appunto. Giubbotto assemblato anch’esso in morbida pelle di agnello, una bellissima raffigurazione interna ed un caldissimo pellicciotto sul colletto.
Infine un altro esclusivo giubbotto, il Cockpit Raider Jacket, in morbida nappa e con una patch laterale ricamata coi colori oro e argento, in onore delle eroiche gesta delle prime donne aviatrici, come Amelia Earhart ad esempio.
Trovate maggiori informazioni, ovviamente, su Flightvintage.com.

Schott Perfecto 218w donna
Schott Perfecto 218w

Giubbotto donna g-1 aviatrice Cockpit g-1 mappa
Cockpit G-1 Women Jacket

Cockpit Raider Jacket Cockpit Rider Jacket Giubbotto Donna
Giubbotto Cockpit Raider Jacket

Domenica, 17 Ottobre, 2010

Flying Tigers, un A-2 per “mercenari”.

blood-chit

Flying Tigers (Tigri Volanti) fu il nome del I° Gruppo di Volontari Americani (AVG) che fecero parte della Forza Aerea di Taiwan nel 1941 e 1942. In pratica, fu un gruppo privato di “Contractors”, ovvero militari professionisti pagati per combattere. Qualcuno potrebbe definirli piu ’semplicemente “mercenari“.

Il gruppo era composto da uomini dell’USAF (Forza Aerea Statunitense), dell’US Navy (Marina militare Statunitense) e dell’USMC (Corpo dei Marines). Tutti sotto il comando del Generale Claire Lee Chennault.
Gli squadroni di combattimento erano 3, costituiti ognuno da circa 20 aeroplani, i Curtiss P-40. I piloti erano circa 100 mentre il personale di terra e amministrativo era costituito da circa 200 unita’.
Il loro addestramento fu effettuato in Birmania, prima dell’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale con la missione di difendere la Cina dall’invasione Giapponese.
I membri di questo gruppo avevano compensi davvero molto alti per l’epoca, precisamente dai 250 dollari mensili per un meccanico fino ai 750 dollari per un comandante di squadrone.

Il primo combattimento avvenne il 20 Dicembre del 1941, 12 giorni dopo Perl Harbour. Fu una missione che ebbe successo e questo episodio diede qualche speranza agli americani di poter sconfiggere i nemici giapponesi.
Gli aerei da combattimento del Flying Tigers avevano nella parte anteriore la raffigurazione di una grande faccia di squalo. L’idea di questa raffigurazione venne presa in realta’ da un altro aereo,  uno ZG 76 della Lutwaffe. Lo stemma di questo gruppo era invece chiaramente una tigre volante, che venne creato dalla Walt Disney.

Flightvintage vi propone una splendida  replica dell’A-2 utilizzato dai membri del Flying Tigers. Il giubbotto e’ assemblato con pelle Horsehide di eccellente qualita’ di colore marrone scuro. Vi sono applicate 4 patches, una nella parte anteriore, una per ogni manica ed infine una grande patches posteriore, chiamata “Blood Chit”, la quale aveva dei messaggi in lingua straniera che invitavano eventuali civili ad aiutare il pilota in caso questi fosse stato ferito o in difficolta’. La vestibilita’ del giubbotto e’ un po’ piu’ stretta rispetto ad altri A-2, inoltre le tasche anteriori sono piuttosto piccole. Un A-2 che Cockpit USA ha assemblato curando i minimi dettagli e seguendo specifiche militari “vintage” . Trovate maggiori informazioni sul Cockpit A-2 Flying Tigers su Flightvintage.com.

a-2 flying tigers a-2 flying tigers a-2 flying tigers posteriore a-2 flying tigers
Il Cockpit A-2 “Flying Tigers”

Blood Chit
L’originale “Blood Chit”

Curtiss P-40
Curtiss P-40

Generale Claire Lee Chennault
Generale Claire Lee Chennault

Martedì, 21 Settembre, 2010

La nascita di un Mito, il giubbotto in pelle d’Aviatore

aviatori in giubbotto di pelle

I giubbotti di pelle nacquero quasi contemporaneamente all’aviazione. Chiaramente non esisteva ancora un abbigliamento specifico, addirittura molta tecnologia dei primi aerei derivava dalle biciclette e dalle automobili. Inoltre gli aerei non raggiungevano ne’ velocità ne’ altezze proibitive, per cui non non era richiesto niente di più dei normali vestiti. Col passare degli anni e l’avanzare della tecnologia, gli aviatori iniziarono a capire che qualcosa di protettivo era necessario. Maggiori velocità, maggiori altitudini, rombi assordanti, olio motore, vento gelido, erano solo alcuni dei principali “nemici” di un pilota.

I primi aviatori della U.S. Navy (la Marina Militare Statunitense) dovevano personalmente procurare il loro abbigliamento da volo. Nel 1911 infatti, il primo aviatore della U.S. Navy, Theodore Ellison, scrisse in cima al programma dell’Aviazione Navale, di acquistare abbigliamento da volo. L’intera attenzione allora era rivolta al solo aereo. L’abbigliamento in pelle fu la scelta piu’ ovvia, visto che questo veniva gia utilizzato nell’automobilismo e nel motociclismo. La pelle sembrava il materiale ideale, molto resistente al vento e ad altre intemperie. Gli abitacoli semichiusi arrivarono diversi anni dopo, e non era solamente un problema di design. Agli studenti veniva infatti insegnato come effettuare alcune manovre anche in base all’impatto del vento sul loro viso. Fu questo a convincere per anni piloti e designers che un aereo con abitacolo completamente chiuso non fosse accuratamente governabile. I giubbotti di pelle diventarono lo standard per gli aviatori, durante la prima guerra mondiale. Fino all’avvento dei moderni materiali, come il Goretex ad esempio, nessun materiale oltre la pelle aveva la capacita di resistere alle fredde raffiche di vento, tenere lontana l’umidità dal corpo, essere flessibile e comodo da indossare, resitente e duraturo. Quando nel Maggio del 1931 presso i magazzini del U.S. Army Air Corps, arrivarono i primi giubbotti di pelle, chi venne a contatto con quegli innovativi capi, probabilmente non si rese conto di avere davanti un pezzo di storia. C’erano stati giubbotti prima, ma erano raffazzonati e avevano forme improbabili. Ci sarebbero stati giubbotti dopo, molto pratici ma senz’anima.

A-2 e G-1
Anche se l’A-2 fu il capo ufficiale degli aviatori U.S.A.F. (l’Aviazione Militare Statunitense) per soli dodici anni, e’ comunque rimasto il più classico dei giubbotti di pelle, ed e’ tuttora il più commercializzato tra i giubbotti da volo. Inizialmente era assemblato in pelle di cavallo (horsehide), ma nei primi anni ‘40 la domanda per questo tipo di pelle eccedeva la reale possibilità di offerta. Durante la guerra quindi la pelle usata veniva decisa solamente dalla disponibilità del mercato. L’originale A-2 aveva alcune specifiche che i più moderni A-2 hanno ereditato; la parte posteriore deve essere costituita da un unico pezzo, colletto di pelle, cerniera anteriore centrale. Le spalline avevano il compito di assicurare l’imbracatura del paracadute. Anche se questo giubbotto era puramente funzionale, ci sono altre considerazioni da fare. Ad esempio le tasche furono progettate in modo tale da evitare che i piloti andassero in giro con le mani in tasca, evidentemente questa pratica gia da allora, non era ben vista negli ambienti militari. I primi A-2 non erano privi di difetti; erano troppo corti, e la pelle di cavallo era troppo rigida per essere confortevole. Quindi se i piloti dell’ Air Force si accingevano ad avere un equipaggiamento che sarebbe diventato molto ambito perchè quasi da subito fece “tendenza”, i piloti della U.S. Navy non sarebbero stati da meno. La loro versione, il G-1, fu utilizzato ininterrottamente per quarant’anni. La sua nascita e’ molto più difficoltosa da tracciare. Vi sono fonti discordanti sull’anno del suo concepimento, c’e’ chi parla dell’inizio del 1930, chi della fine dello stesso anno, ma probabilmente fu adottato definitivamente nel 1938 o 1939. Il G-1 si differenzia con l’A-2 per piu’ di un aspetto. L’U.S. Navy ha optato per la pelle di agnello (goatskin) piu resistente alle abrasioni. In una scala di resistenza l’Horsehide si e’ classificata quinta, Goatskin seconda. Una delle ragioni che l’U.S. Navy utilizzasse pelle Goatskin potrebbe essere che la pelle venisse presa in Persia e Afghanistan attraverso le loro navi. Alcune fonti comunque dubitano che la U.S. Navy importasse autonomamente pelle per i propri scopi. Il G-1 fu dotato di una retrattile “doppia piega” nella parte posteriore, in modo da garantire maggiore liberta di movimento all’interno dell’abitacolo. Esso aveva anche un confortevole colletto di montone, un flap in pelle per chiudere il colletto, una tasca interna per una sorta di computer dell’epoca, l’E6B, che era un calcolatore di distanza. Continua…

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